
FAQ
Tutto quello che vuoi sapere sulla Comunità Energetica Priula
Possono partecipare cittadini, piccole e medie imprese, enti locali ed enti del terzo settore. Non possono aderire le grandi imprese né soggetti la cui attività prevalente è la vendita o produzione di energia. Questo affinché la CER rimanga un progetto territoriale, partecipato e orientato al beneficio collettivo.
La CER non vende energia e non sostituisce il proprio fornitore elettrico. Il consumatore (ma anche il produttore se consuma più della produzione) continuerà a pagare la propria bolletta normalmente al proprio fornitore, ma genera un incentivo quando consuma nelle stesse ore in cui i produttori della CER stanno generando energia e stanno mettendo a disposizione dei membri l’eccesso di energia prodotta dagli impianti fotovoltaici.
Ogni produttore rimarrà proprietario del proprio impianto fotovoltaico e intestatario della convenzione con il GSE (RID): partecipare alla CER, infatti, non modifica il funzionamento dell’impianto, ma aggiunge un vantaggio economico legato all’energia immessa in rete e condivisa. La condivisione dell’energia è quindi “virtuale”: conta solo la simultaneità tra produzione e consumo fatta da produttori e consumatori sotto la stessa cabina primaria.
Il GSE riconosce alla CER una tariffa ventennale per ogni kWh condiviso. Il valore varia in base a potenza dell’impianto, componente zonale (indicizzata al PUN) e localizzazione geografica dell’impianto. Indicativamente, si può attestare da un massimo di ~140 €/MWh, ad un minimo di ~70 €/MWh. È un meccanismo composto da diverse componenti: genera un beneficio economico proporzionale ai kWh condivisi.
CER Priula è una CER di area vasta fondata da 34 Comuni dell’area Destra Piave, insieme ad Ater Treviso, Consiglio di Bacino Priula e Camera di Commercio Treviso–Belluno.
L’impianto deve essere entrato in esercizio dopo la data di costituzione della CER (31 gennaio 2025). Un impianto esistente e già in esercizio prima di tale data non può accedere alla tariffa incentivante, questo perché il meccanismo CER serve a incentivare nuova produzione rinnovabile e contribuire agli obiettivi nazionali al 2030.
È un perimetro geografico stabilito dalla rete elettrica. Le cabine primarie coprono porzioni di territorio di alcuni chilometri e identificano i confini entro cui può avvenire la condivisione dell’energia. CER Priula è attiva in più cabine primarie, ma ogni cabina genera la propria energia condivisa e il proprio incentivo. Successivamente, l’incentivo verrà cumulato e redistribuito secondo il regolamento di ripartizione tra tutti i soci delle diverse cabine primarie che sono parte del territorio della CER.
Nel suo primo anno, CER Priula ha compiuto passi fondamentali per la propria operatività: ha ottenuto dalla Regione Veneto il riconoscimento della personalità giuridica, ha stilato e approvato il regolamento interno della Comunità, ha completato il riconoscimento al MEPA e affidato a B‑CER l’incarico per la gestione e lo sviluppo della CER. Dal 1° dicembre, data in cui la comunità è ufficialmente operativa per la condivisione dell’energia, CER Priula ha inoltre avviato un programma di incontri sul territorio per informare, coinvolgere e accompagnare cittadini, enti e imprese nelle opportunità della comunità energetica.
È un impianto fotovoltaico predisposto e conforme ai requisiti tecnici per poter entrare in una Comunità Energetica e accedere ai meccanismi di condivisione dell’energia.
La partecipazione a CER Priula è a costo zero fino a 6kW di potenza della propria utenza domestica. Per i contatori domestici, infatti, la quota di adesione a CER Priula è gratuita per il 2025 e 2026 e la partecipazione è sempre aperta e volontaria, secondo il principio delle “porte aperte” previsto per normativa relativamente ai principi costituendi le CER stesse.
È un questionario preliminare che consente di comunicare la volontà di partecipare alla CER come consumatore o produttore. Serve per avviare le verifiche tecniche e ricevere aggiornamenti sull’avanzamento della configurazione. Compilare la manifestazione di interesse non è vincolante all’adesione in CER.
Gli impianti fotovoltaico con una convenzione di SSP (Scambio sul Posto) attiva non possono diventare membri produttori di una CER e neppure consumatori, poiché lo Scambio Sul Posto incentiva sia produzione che prelievo dalla rate e non è quindi compatibile con il meccanismo di calcolo incentivo CER. È però sempre possibile effettuare un passaggio da SSP a RID (Ritiro Dedicato): è consigliabile rivolgersi al proprio professionista di fiducia per valutarne l’economicità.
Gli impianti fotovoltaico con una convenzione di RID (Ritiro Dedicato) possono diventare membri produttori di una CER: nello specifico di CER Priula, rimane valido il principio enucleato alla FAQ “Qual è il requisito fondamentale per far entrare un impianto fotovoltaico in CER Priula?”.
No. La partecipazione e quindi l’eventuale uscita è libera e volontaria. L’unica eccezione riguarda gli impianti con contributo PNRR 40%, che devono rimanere all’interno della configurazione per almeno 5 anni, pena la perdita del contributo a fondo perduto ottenuto con il bando PNRR 40%.
Per ogni soggetto compilante la manifestazione di interesse, la CER procederà a verificare la posizione dell’utenza rispetto alla cabina primaria, la presenza di impianti produttivi attivi nella stessa cabina, la capacità di condivisione (rapporto produzione/consumo) e quindi di bilanciamento della cabina, i requisiti tecnici ed eventualmente amministrativi necessari per aderire alla CER. La persona che compila la manifestazione di interesse verrà informata sia quando la configurazione di riferimento sarà pronta all’avvio, sia ogni volta che la propria pratica di adesione subirà un aggiornamento.
L’energia immessa e consumata in CER è prodotta vicino al punto di consumo della stessa. Questo fattore di vicinanza territoriale permette quindi di ridurre le perdite di rete e le emissioni di CO₂, alleggerire la rete elettrica, creare un impatto positivo e reale sul territorio.
L’energia consumata in CER fisicamente passa comunque attraverso la rete nazionale e viene pagata come sempre: la condivisione è virtuale e genera un beneficio perché migliora l’efficienza complessiva del sistema elettrico e generare un incentivo che, ripartito fra tutti i membri della CER, genera un beneficio economico.
Ogni condòmino può aderire singolarmente con il proprio contatore ad una CER, anche se gli altri non partecipano. Se l’impianto è condominiale, si applica la configurazione AUC (Autoconsumo Collettivo), una mini-CER dedicata esclusivamente alle utenze del condominio.
Sì. L’impianto da solo produce energia rinnovabile, ma la CER massimizza il consumo locale, favorisce equilibrio tra produzione e consumo, evita sovraccarichi di rete e incentiva la creazione di nuovi impianti a fonte rinnovabile dove serve davvero.
Sì. L’espansione dell’impianto può essere considerata “nuova sezione” e può entrare in CER se rispetta i requisiti di cui alla FAQ “Qual è il requisito fondamentale per far entrare un impianto fotovoltaico in CER Priula?”.
Le richieste vengono gestite in ordine temporale di arrivo, in base alla disponibilità produttiva della cabina primaria e al rispetto dei requisiti tecnici e amministrativi di adesione alla CER.
